Costruire la Leadership di sé e della propria professionalità è possibile! Superando l’incertezza.

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Intervista a Cesare Caterisano esperto di leadership del cambiamento e apprendimento organizzativo

Buongiorno Professionisti/e mi sono incontrato con Cesare Caterisano fondatore di Loghya esperto nel “supportare il cambiamento” in quanto facilitatore, executive coach e docente del modulo “Mindset Change” per Federprofessional allo scopo di formare la figura di Transition manager.
Abbiamo cercato di comprendere di preciso cosa sia l’incertezza nel mondo del lavoro, soprattutto professionale

 

Chi trascrive l’ha sempre percepita sia come causa esterna che come ostacolo alla consapevolezza di sé e dunque all’auto realizzazione della propria carriera e leadership.

Gli orizzonti di significato comune...

 

In realtà l’incertezza e il disorientamento che viviamo sono effetti, e non cause. Effetti del sistema sistema economico, sociale e tecnologico attuale che è complesso, composto da interdipendenze a più livelli, di conseguenza non può essere compreso e gestito con una logica semplice e lineare, riduzionista.

 

Occorre un pensiero sistemico, complesso, che preveda l’incertezza e quindi la possibilità (dovremmo dire la certezza) dell’errore. Anche il metodo scientifico far evolvere la conoscenza ricerca deliberatamente situazioni nelle quali le proprie teorie possano venir “falsificate”.

 

Senza questo mindset la complessità diventa quindi difficile da gestire per l’individuo e per le organizzazioni, che oggi faticano a costruirsi chiavi di lettura e significati in grado di restituire “orizzonti di senso” e coordinate chiare per poter orientare l’azione.

 

Oggi per aziende e individui è difficile trovare orizzonti di significato stabili e comuni.

 

Una volta l’azienda “mamma” forniva significati, strategie, obiettivi entro i quali individui e gruppi si muovevano. Eravamo in grado di sapere sufficientemente cosa fare, mentre adesso diventa difficile delineare un percorso chiaro e immune a cambiamenti repentini.

Prende spazio sempre più il tema della responsabilità (che viene dal latino respondeo, termine che ci parla della nostra capacità di rispondere agli eventi e agli stimoli della realtà).

 

L’individuo per sviluppare questa responsabilità deve costruire:

conoscenza di sé, dei propri scopi e bisogni;

conoscenza del potenziale e dei limiti delle proprie modalità di azione e del loro impatto;

conoscenza e gestione delle relazioni con gli attori che lo circondano.

 

Solo così può evitare di restare in balia di questo orizzonte di incertezza, imparando a leggere sé stessi, la dinamica che instaura nelle proprie relazioni, dandosi degli obiettivi realistici che stiano nell’ambito di quello che dipende da noi senza false e illusorie aspettative.

 

Tutto questo non è così facile

 

Un esempio di questa difficoltà ad orientarsi l’abbiamo avuto nella recente crisi pandemica e di come viene gestito un problema di questo genere oggi.

Gestire l'incertezza e saper prendere una posizione

 

Gli individui devono contare molto di più sulla propria autonomia e responsabilità.

 

Le domande sul cosa fare nella gestione dei temi cruciali vengono
rese incerte nell’ “overload informativo”, ambivalente e spesso non verificato,
alimentato da fake news,
 con possibilità per chiunque di pubblicare contenuti, notizie contrastanti che appaiono su giornali, siti e tv.

 

Informazioni poco chiare rendevano difficile prendere una decisione, mentre si doveva farlo, prendere una posizione. 
Pensiamo ai vaccini, le cui informazioni adesso sono più chiare, ma fino a poco tempo fa regnava l’incertezza: fa bene/fa male, è sicuro/non, è obbligatorio/non…Insomma cosa fare non aveva una risposta sicura. 

 

Qualcosa di simile accade nei processi decisionali delle organizzazioni, che oggi anche solo rispetto a 30 anni fa, raramente dispongono di risposte chiare e di informazioni di semplice lettura per la gestione delle loro sfide.

 

Insomma il “cosa fare” non sempre ha una risposta immediata nelle organizzazioni di oggi. Occorre assumersi dei rischi, sfidare le abitudini consolidate. 
La padronanza personale e la leadership oggi devono essere soprattutto leadership di sé stessi.

In questo scenario occorre: gestire l’errore, sfidare le proprie convinzioni, ascoltare e aprirsi ai punti di vista degli altri, saper cooperare mettendo da parte l’ego individuale.

 

A proposito di quel “cosa fare” in molti professionisti si saranno ritrovati a ansia, tempi, farsi quella domanda allo scopo i risultati, efficacemente. Per farlo però bisogna saper gestire svariate risorse e c’è una coppia che molto importante di tempi o momenti…

Errore e apprendimento

 

In Mancanza di sicurezze e situazioni complesse l’individuo, oggi più che mai deve imparare a decidere autonomamente e prendere posizioni chiare, nella consapevolezza che tali decisioni possano portare a conseguenze non previste, accettando
di correre il rischio e soprattutto con la capacità di imparare dagli
errori
.

 

La capacità di “apprendere ad apprendere” diventa strategica.

 

Il leader di oggi sceglie certamente partendo da solide competenze e conoscenze, che però sono per definizione incomplete. Quindi l’apprendimento dagli errori pregressi diventa strategico, per le scelte di mercato, gestione delle persone, scelte interne etc.

 

Poi entra in gioco l’intelligenza e l’apprendimento
collettivo:
aprirsi all’ascolto, alla collaborazione orizzontale e ad
imparare dagli altri che colgono differenti aspetti di quella
realtà complessa di cui si hanno sempre informazioni parziali.

 

 

Un leader per mettere in discussione le proprie convinzioni, deve rinunciare all’immagine di irreprensibilità, riuscendo così a leggere sempre meglio la complessità rispetto al suo campo d’azione pur navigando nel mare dell’incertezza.

A  proposito di situazioni complesse e grandi opportunità, le PMI e i professionisti dovranno collaborare per cogliere la grande opportunità di business del prossimo futuro in Europa,

la transizione digitale e green finanziata coi progetti Next Gen Eu e PNRR.
Ci siamo chiesti se ci fosse qualche criticità da temere… 

 

Ecologia Generale ed Ecologia Personale

 

Mi preoccupa quando i processi di transizione digitale e green non vengono effettivamente accompagnati da una “ecologia personale e di gruppo”.

Quando ad esempio l’aspetto ecologico lo si affronta dando una risposta provvisoria alle norme vigenti oppure con un po’ di attenzione in più ai dipendenti, mentre queste scelte non fanno parte di scopi più profondi, che
coinvolgono anche il proprio stile di pensiero.

Possiamo ripartire non solo dall’ecologia, ma dalla cultura e dal mindset ecosistemico, da un vero abbracciare questa scelta scelta valoriale di fondo, mettendo in discussione le nostre convinzioni precedenti. Punto di partenza di quel processo di apprendimento di cui parlavo prima è affrontare la complessità con un approccio interculturale e pluralista, che sappia valorizzare diversi punti di vista e competenze.

 

Curare la” propria ecologia personale” le proprie scelte motivazioni, ponendosi obiettivi raggiungibili e coerenti, rispettosi dell’ecologia dei sistemi dei quali siamo inseriti, in equilibrio e armonia con le nostre relazioni e altre realtà. Per abbracciare nuovi valori è necessaria una nuova mentalità, individuale di gruppo.

 

Come docente di Federprofessional contribuirà a formare una nuova figura di transizione: il Transition Manager, favorendo la  generazione di intelligenza collettiva, sostenendo una leadership collaborativa, rendendosi aperti alle nuove sfide, imparando a decidere in situazioni di incertezza e rischio.

Ci siamo chiesti quale sia l’esperienza pregressa che vorrebbe raccontarci, e magari portare in aula…

La pratica organizzativa della relazione generativa


Quello che posso dire è che i cambiamenti e transizioni avvengono di pari passo col cambio di mentalità

 

Ad esempio per le PMI c’è da rivedere le convinzioni secondo le quali il fondatore sia l’unico perno al centro di tutto/tutte le scelte; che quello che si è fatto e ha funzionato va ancora bene. Non è detto che non lo sia ma va vagliato con spirito critico, va messo in discussione.

Mentre le grandi imprese che seguo stanno procedendo sulla strada di un dialogo che precede il processo decisionale vero, aperto alle riflessioni di tutti.


Nella complessità, quando si impara insieme, le cose funzionano e procedono meglio.

Felici di sentire che siamo di fronte una buona spinta evolutiva!Ringrazio il nostro ospite e docente per Federprofessional di Mindset Change, Cesare Caterisano.

 

Ringrazio i Professionisti per la lettura e il tempo dedicatoci.
controllate la sezione dei nostri corsi in partenza dove troverete il percorso completo per diventare
Transition Manager.

 

Vi diamo appuntamento a Venerdì prossimo, Buon Weekend Professionisti/e !

 

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